Diario dei visitatori a Brădet

Grazie per averci fatto passare un’ esperienza indimenticabile. Per averci fatto capire che c’è gente molto meno fortunata di noi che riesce a non lamentarsi nonostante le sue condizioni. Passare il tempo con ragazzi che, pur non avendo la nostra fortuna, riescono a vivere la vita felici e contenti, ci ha fatto capire che la vita non è condizionata da qualcun altro, ma sei tu che puoi cambiarla quando vuoi e che puoi viverla al meglio come vuoi tu. Grazie

Pietro F. - 13 anni (ottobre 2017)

Io mi sono divertita molto a Bradet. Conoscere i bambini, è stata un’esperienza bellissima e soprattutto vedere la scuola tutta rifatta!!! L’emozione che ho provato è stata quella di gioia e felicità. Il rapporto più bello è stato con Daniela, una bambina carinissima. Questa esperienza mi ha fatto capire che non bisogna lamentarsi mai.

Marta F. - 9 anni (ottobre 2017)

Da qualche anno sono volontaria di Asociatia Il Giocattolo e se per un po’ capita di non andarci ne sento la mancanza. Ogni volta per me è come prendere una boccata d’aria buona; è diventata una seconda casa. Vedere i bambini felici, presi dalle attività proposte, conoscere le situazioni personali che si portano dietro, e quindi capire quanto siano importanti quei semplici momenti, è davvero magico. È come se si stia impiantando un seme in loro, quello della speranza. E in me innesca, ogni volta, un mix di emozioni e sensazioni difficili da esprimere a parole, che però lasciano un segno nel cuore. In quest’occasione, in particolare, è stato bello assaporare meglio Timisoara, una cittadina deliziosa e accogliente. Attraverso il Festival, ha permesso di conoscere diverse culture e creare momenti di condivisione, insegnando così a conoscere e a non temere le diversità. Questo “virus” benefico, da cui sono stata colta da subito, ogni volta tiene sveglia la mia parte più umana, e non ne posso fare più a meno.

Annarita (ottobre 2017)

Che dire, la prima volta che abbiamo visto i bambini è stato travolgente. Arrivati al pomeriggio siamo saliti alla città nuova dove un'orda di bimbi assetati di divertimento e attenzioni ci aspettava. Con il passare dei giorni il nostro rapporto con i bimbi si stringeva; li abbiamo conosciuti sempre meglio, amati sempre di più. Ed è così che in un batter d'occhio siamo arrivati alla fine di quelle due settimane. Dover salutare quei bimbi è stata una delle esperienze più dure della mia vita ma un pensiero mi consolava: tornerò, faccio giuramento! Marco C.

Volontari BIR (agosto 2017)

Sono stato molte volte a Bradet e se non vado per un po' provo nostalgia per quei posti. Ricordo ancora che quando sono arrivato la prima volta, di notte, pioveva, era freddissimo. Mi sono chiesto “cosa ci faccio qui?”. La mattina sono stato svegliato dalle urla gioiose dei bambini della scuola di Bradet e affacciandomi alla finestra ho visto un panorama fatto di boschi e vita rurale. Era una bella giornata di sole, e da lì è stato tutto bellissimo. Devo molto a Bradet e alla zona di Anina, lì ho imparato la bellezza della semplicità e l’importanza di vivere in un ambiente naturale quasi intatto. La gente è accogliente e di cuore, ci si sente davvero a casa. Ho sempre considerato le zone di provincia come Anina la “vera Romania”, quella che vale davvero la pena visitare. In particolare, la zona de Banat offre tante cose da vedere e lì è possibile capire l’impatto dell’attività umana sulla natura, ma anche vedere quanto la natura sia forte e riesca a resistere. Consiglio vivamente di fare la tratta Anina-Oravita con il treno “Semeringul”. Mi manca Anina con le sue Bradet, OrasulNou, Steierdorf e Celnic; mi manca, ma tornerò presto.

Michele A. (aprile 2017)

Questa esperienza è stata rigenerante, venivo da un periodo della mia vita abbastanza pieno e stressante, trascorrere pochi giorni nella scuola di Bradet mi ha rasserenato e mi ha permesso di conoscere una realtà e delle persone meravigliose. Per me è stata davvero una grande sorpresa che prima della partenza non mi sarei mai aspettata, per questo conto di tornarci presto. E' proprio vero che quando ti rendi utile per gli altri fai del bene a te stesso.

Lavinia (gennaio 2017)

Un'esperienza che difficilmente potrò dimenticare. Mi ha insegnato che per trovare amore e accoglienza, bisogna solamente osservare con più attenzione. Nonostante le condizioni in cui alcuni vivono, è incredibile l'energia e la gioia che trasmettono gli abitanti e i bambini di Bradet. Sono proprio loro ad insegnarci cosa è veramente importante, e l'associazione il Giocattolo fa di tutto per permettere agli abitanti della zona un miglioramento delle condizioni e della dignità di vita. La nuova scuola è solamente un esempio dell'impegno investito in questa missione. Sono molte le persone che ho incontrato durante il viaggio, varie sono state le sensazioni provate, e profonda è stata la ricerca personale. Proprio per questo non posso restare indifferente. RICORDA, RACCONTA, RITORNA. a presto!

Federico (gennaio 2017)

E' stata un'esperienza umanamente molto toccante e inaspettata. Una realtà così geograficamente vicina ma allo stesso tempo lontana in cui abbiamo scoperto l'incredibile ospitalità locale. E' un tuffo nel passato dove le porte delle case non vengono mai chiuse, le auto si lasciano aperte e persino il meno fortunato a bordo strada ti offre un pezzo del suo pane. E' stato un viaggio tra meraviglie naturalistiche e bei valori umani"

Nicola T. e Benedetta P. (ottobre 2016)

Giornate indimenticabili. L'affetto dei bimbi ti travolge...non ci sono parole per esprimere il calore che mi hanno donato. Un viaggio per riscoprire come amano i piccoli e l'opera di Nostro Padre, sia nel creato sia negli operatori... e la storia della scuola la dice lunga! Consiglio il miele locale...mmmmm che buonoooo! E grazie alle nostre splendide guide. Alla prossima.

Patrizia C. (settembre 2016)

Sono stati giorni intensi ma piacevoli. Mi torna alla mente il viaggio in treno, la visita alla "città fantasma" con grande accoglienza dei bambini, il giro in barca, la cascata deliziosa, l'incontro con Dorin... Momenti che ora fanno parte di me! Un abbraccio e grazie di tutto.

Michele B. (settembre 2016)

E’ stata un’esperienza toccante e profonda. Ho avuto la possibilità di riflettere tanto, vedere una realtà completamente diversa dalla mia e capire quanto siano importanti le piccole cose e, quanto piccoli (grandi) gesti possano aiutare qualcun altro a stare meglio. Porterò nel cuore le sensazioni, le immagini e le emozioni che ho vissuto e spero che altri possano viverle come le ho vissute io.

Carlotta D. (settembre 2016)

Grazie della bellissima esperienza, dei preziosi insegnamenti e del percorso che è stato un po’ un viaggio all’interno di noi stessi. Oltre agli aiuti concreti di cui c’è indubbio bisogno, credo che gli abbracci affettuosi, il calore sincero e la familiarità fatta di niente ma spontanea e intensa, siano stati doni preziosi per tutti noi. Nella consapevolezza che siamo connessi con il Tutto e solo mutando il nostro mondo interiore può cambiare il mondo all’esterno di noi, che il bene porta bene e nulla di ciò che accade è imperfetto o inutile.

Cinzia Z. (settembre 2016)

La bellezza di un'esperienza unica, la possibilità di conoscere nuove realtà e la fortuna di vedere la felicità negli occhi dei bambini nonostante la semplicità, è stato un concentrato di emozioni, sguardi, e parole che mi ricordano quanto sia stata fortunata a viverla al massimo grazie alla guida di questa associazione. 'E un' esperienza che rimarrà indelebile, avendomi fatta crescere e avendomi insegnato l' importanza delle piccole cose.

Bianca G. (settembre 2016)

Sono felicissima dei giorni passati insieme, dello scambio di emozioni che abbiamo avuto l’opportunità di vivere, del contatto che ci avete permesso di avere con una realtà diversa. Una riflessione sui valori importante della vita. Nel mio cuore rimarranno sempre ricordi ed emozioni di questo soggiorno. Grazie

Ombretta P. (settembre 2016)

L’associazione il Giocattolo è meravigliosamente, da quest’anno, partner di BIR ONLUS, associazione di cui faccio parte da 5 anni. Trascorrere qualche giorno in Romania “a casa” dei nostri nuovi amici del Giocattolo è stato un vero piacere ed occasione di crescita personale, oltre che di condivisione di esperienze tra associazioni. Poter incontrare i bambini con cui fanno attività, camminare per le strade dei loro luoghi, scambiare pensieri e sguardi, è stato come riconoscere una sorta di “amici di sempre”. Scoprire che esistono nel mondo e soprattutto in Romania altre persone, ora amici, che credono e concretizzano gli stessi ideali, è una consapevolezza che non ci abbandonerà mai; ci darà sostegno e forza reciproca. Per crescere. Per non fermarci. Per cambiare le cose.

Enea B. (agosto 2016)

Il Giocattolo è un’associazione piccola, che abbiamo incontrato un po' per caso e che non sapevamo quale immensa sorpresa ci avrebbe fatto. Il Giocattolo è quell'associazione che in una sera, in un bar meraviglioso di Timisoara ti mostra come, anche in Romania, si può costruire un'economia sostenibile Incontrare voi, cari amici del Giocattolo, mi ha mostrato la parte più dura di questa Romania che tanto amo e che ha un posto d'onore nel mio cuore, mi ha mostrato la parte peggiore della mente umana: "la capacità di dimenticarsene". Mi avete fatto vedere come un paese dell'Unione Europea, un nostro cugino, abbia ancora pezzi di sè abbandonati. Grazie, pero`, perché mi avete fatto conoscere la capacità di ricordarsene e di farne ricordare anche a chi aveva perso il ricordo. Grazie, perché i sorrisi di quei bambini, il cerchio in quella scuola costruita da una ex caserma militare, le parole di stima della maestra di Bradet (Florentina), hanno contribuito a portare avanti il mio stupore e il mio innamoramento. Quando si incontrano persone speciali rimane sempre qualcosa nel cuore. Vi voglio bene.

Lavinia de A. (agosto 2016)

Un’esperienza, un’emozione, una speranza. I bambini di Bradet che corrono addosso a Gianluca quando arriva e che corrono con lui sul campo dopo la prima vittoria della loro squadra di calcio in una competizione, così come la vittoria ai campionati nazionali scolastici di karate di una bambina della scuola, valgono più di ogni altro possibile commento sul perché ne sia valsa la pena andare là. L’ammirazione negli occhi della ex segretaria Lucia, l’attivismo di Fiorentina e l’entusiasmo di Michele testimoniano il passato, il presente e il futuro di una sfida che a volte sembra impossibile ma che può già contare molti successi e che si sta preparando ad un ulteriore salto di qualità. Andare a Bradet è un’opportunità da non perdere per noi adulti ma soprattutto per i nostri figli affinché si rendano conto e apprezzino la loro fortuna e i loro privilegi. Infine la spiritualità che aleggia sul contesto è un’ulteriore dono a disposizione dei fortunati visitatori e/o supporter.

Alberto C. (settembre 2015)

Quest’anno è stata la prima esperienza per me in un altro paese, ed è capitato proprio a Bradet, un paesino poco conosciuto ma che mi ha dato veramente molto! Spero davvero di tornarci per poter seguire una bellissima frase appesa dentro la scuola “Ricorda, racconta, ritorna”. È stata un’esperienza cosi grande che non riesco neanche a descriverla, mi ha insegnato tanto e sono tornata a casa guardando le cose in modo diverso. Ringrazio tutta la gente di quel piccolo paesino per avermi regalato queste fantastiche emozioni!

Di Eleonora C. (agosto 2015)

Prima volta in Romania, prima volta a Bradet. Per niente facile esprimerne l’esperienza, emozioni, immagini, un pezzo di vita. Bradet è un sogno! Una fiaba! Forse diventerà una leggenda! Con un piede nella realtà. Nato dalla passione contagiosa (per grazia di Dio) di un gruppo di amici (“pazzi” e meravigliosi, come i cavalli che corrono liberi su quei prati) e che hanno fatto una scelta precisa: “uscire dalla “follia generale” e riprendere a VIVERE nel posto più dimenticato. Andando là, si rischia di aprire gli occhi sulla realtà.

Di Emilio B. (maggio 2015)

Sono molto colpito da quanto strada abbia fatto Bradet dalla prima volta che ho visitato il villaggio, alcuni anni fa. Grazie all’Associazione e grazie all’impegno e la sensibilità risvegliata degli abitanti, ora Bradet, nonostante tutte le difficoltà, ha una bella scuola funzionante, ha giochi per bambini, é un villaggio pulito, ha una speranza. Mi viene in mente un famoso passo de “I promessi sposi” nel quale si prende ad esempio la fiamma di una torcia che provoca l’accensione dello stoppino delle candele che le stanno vicino, consentendo anche a loro di bruciare. Così dovrebbe essere lo spirito di ogni intervento sociale: essere la torcia accesa che consente alle altre candele, già formate ma rese deboli dalle circostanze della vita, del caso o di un destino imperscrutabile, di accendersi e brillare anche loro di luce propria.

Di Gian Piero T. (settembre 2014)

Sono trascorsi circa 4 mesi dalla breve esperienza di Bradet con Gianluca, Roberto e mio babbo ma resta indelebile e costantemente vivo il “virus” positivo acquisito, conoscendo – anche se per poco tempo – la realtà romena nelle piccole comunità visitate. E’ stato un piccolo frammento di esperienza che mi ha regalato la possibilità di aumentare il “limite visivo” nei confronti della realtà e la coscienza stimolante nel pensare che esiste davvero tanto ma tanto lavoro da fare sia all’interno delle mura nel quale siamo cresciuti che, forse a maggior ragione, fuori, dove le esigenze sono molto più concrete. Mulțumesc a tutti i bimbi incontrati.

Di Serena P. (luglio 2014)

Da quando sono tornato sto raccontando ad amici e colleghi questa esperienza del mio “viaggetto” a Bradet, che ho compiuto grazie a Gianluca insieme a “tata Roberto” e Serena, che ho avuto la fortuna di conoscere in questi giorni. Raccontare questa esperienza in poche righe non è facile: un frullato di emozioni, sorrisi, sgomento, tenerezza, simpatia.… e tante tante immagini che dovrò cercare di mettere in ordine e alle quali dare un senso nella mia mente e nel cuore.

Di Roberto D. (marzo 2014)

Ho 22 anni, sono nata in Italia, sono in ottima salute ed ho una famiglia che mi adora e mi appoggia in tutto quello che faccio. Vivere una realtà come quella di Bràdet mi è stato senza dubbio d’aiuto, sono tornata con tutto più chiaro. Ho capito che sono fortunata. Ogni viaggio fatto lascia un segno, ci rimane impressa una frase, un’immagine, una sensazione. Credo che questo segno rappresenti il significato della nostra esperienza, è come se ne rappresentasse il minimo comune denominatore… ecco, della Romania porterò con me il segno di un concetto, un’idea che dovrebbe guidarci in ogni cosa che facciamo, la stessa idea che sta guidando i membri dell’associatia Il Giocattolo e chi insieme a loro si sta impegnando per cambiare le cose. Parlo dell’ingrediente che mai deve mancare, l’umanità, la collaborazione, aiutare chi non ha ciò che a noi non manca: come dice Gianluca, si sta bene solo se tutti stanno bene! Se ci pensate non c’è niente di più vero e mi sono ripromessa di tenerlo sempre presente.

Di Simona M. (esperienza nel settembre 2012)

Una delle prime cose che faccio appena arrivata in Romania è togliermi l’orologio. Realizzo che è un gesto che ho la possibilità di compiere molto di rado nella vita. La mia mente lo ricollega istintivamente a brevi e felici periodi passati, nei quali mi sono potuta concedere il lusso di non far scandire gli attimi dal ticchettio di un marchingegno, ma di lasciarmi guidare dalle necessità e dalle dinamiche del determinato presente, senza quell’ansia costante di inquadrare ogni attività all’interno di un lasso di tempo predefinito. E’ con questo stesso spirito che mi affaccio su Bradet, sperduto e da molti dimenticato villaggio a sud-ovest della Romania. Voglio sporgermi più che posso, inalare con calma e a pieni polmoni tutto ciò che questa terra sconosciuta può generosamente regalarmi. Parto senza preconcetti, ma solo non con l’egoistica aspettativa di rimettere in ordine le mie priorità e di capire fino a che punto sono davvero il tipo di persona che da tempo racconto a me stessa di essere. Quello che di Bradet mi colpisce fin da subito in positivo sono i visi puliti e delicati dei bambini, forse sì, più segnati per via di ferite del cuore difficili da cicatrizzare perfino a una tenera età, ma in tutto e per tutto simili a quelli dei bambini del gruppo che tengo in Italia. La stessa voglia di giocare, la stessa ingenuità, lo stesso affetto regalato, a te adulto, in cambio di niente. Ancora una volta mi trovo a constatare che il linguaggio dei bambini è uno unico in tutto il mondo, è un esperanto fatto di risate e battiti di cinque. Ci sono alcuni dettagli, come la lingua che parli o l’età che hai, che semplicemente non contano se sai giocare a palla bollata e te la cavi a nascondino. Senza preavviso, mi trovo di fronte a un concetto di cui da sempre sono a conoscenza ma su cui mai prima d’ora mi sono fermata troppo a riflettere, alla banalità per antonomasia: diventiamo le persone che siamo anche sulla base dell’educazione che riceviamo e delle opportunità e prospettive di vita per il futuro che il nostro sistema statale è in grado di garantirci. Data l’effettiva impossibilità di combattere a livello macroeconomico contro uno stato non efficiente, realizzo, ogni giorno che passa di più, l’importanza del lavoro svolto a Bradet dall’associazione. Per fare in modo che le future generazioni siano più consapevoli, possano avere maggiori prospettive di vita e, perché no, per una strana forma di effetto- domino siano stimolate a lottare per una società rumena migliore, non si può far altro che ripartire dal chilometro zero, tramite un processo educativo e culturale su più fronti rivolto agli adulti di domani. Perché questo processo sia efficace, accettabile ed anche eticamente corretto, è necessario che esso sia ispirato non all’imposizione ma alla proposta. E’ in quest’ottica quindi che l’associazione cerca, tra le altre cose, di offrire ai giovani di Bradet l’inestimabile opportunità di appassionarsi a qualcosa – all’arte, alla fotografia, alla lettura, alla musica – e contemporaneamente di trasmettere loro sul campo l’importanza di essere in grado di giocare insieme, di rispettarsi l’un l’altro. Torno a casa disorientata e confusa. Ciò che mi spiazza è soprattutto il fatto che il mio da sempre solido cinismo sia stato, senza preavviso, messo in discussione nel vedere coi miei occhi i risultati che si ottengono dal perseverare nel credere in un Sogno, grande o piccolo che sia. Concludo sottoscrivendo la frase di un opuscolo: “Rimpiangi o ricostruisci. Il torcicollo emotivo ha un effetto calmante sui pessimisti. Altri preferiscono guardare oltre le macerie. Il trucco è ripartire da un sogno piccolo. Aiuta a combattere la sensazione di non contare nulla e di non poter cambiare mai nulla, neanche se stessi.” Anna Laura

Di Anna Laura T. (esperienza nel maggio 2012)

LA “FORZA” DI BRADET (o come si dice “il virus di Bràdet”) Non so quale “forza” mi abbia spinta verso questa esperienza (per me completamente nuova), ma fin dall’inizio ho sentito qualcosa che mi ha spinto a lasciarmi guidare in questa “favola”. Perché è questo che sembra: una vera e propria fiaba. E “qualcuno/qualcosa” ha voluto che ne facessi parte anche io. Di certo non avrei mai immaginato di prendere il mio primo volo aereo proprio per la Romania. E, ancor meno, avrei immaginato di pronunciare qualche parola di Rumeno (visto che non so neanche l’inglese). Conoscere da vicino quella piccola parte di Romania, composta di persone così semplici, mi ha fatto pensare molto. Mi sono sentita quasi a disagio a pensare quante cose possediamo a cui non diamo la ben che minima importanza. Compriamo senza pensare se davvero ci serve (siamo vittime inconsapevoli di un capitalismo, più che mai, sfrenato). Ho molto da imparare e son ben contenta di imparare da un Gruppo che ha un così alto senso etico. E sono ben felice di aver seguito questa “forza”. Un’esperienza “umana” a tutti gli effetti che di certo consiglio.

Annarita (prima esperienza giugno 2011)