Turismo Solidale – Proposte turistiche

Una vacanza decisamente alternativa, per fare un Turismo Solidale, nella Transilvania del sud-ovest

 

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Il sud-ovest della Romania offre grandi aree naturali protette dalla legislazione (parchi) ove poter apprezzare, nel massimo rispetto, zone tra le più incontaminate d'Europa. Un territorio governato da processi naturali ove le attività umane sono permesse nel massimo rispetto degli habitat naturali, per la conservazione di piante (molte specie protette) e animali, anche rari.

Per inciso, in Romania le aeree protette si estendono per oltre il 20% della superficie del paese. Ci sono siti di interesse internazionale, definiti "siti naturali del patrimonio universale", geo-parchi, zone umide e riserve della biosfera. La regione Caras-Severin (Transilvania sud-ovest) è interessata da molte di queste aree, con zone selvatiche (zone governate da processi naturali sufficientemente grandi per il funzionamento ecologico naturale):

Carta Parchicliccare per estendere

Parco Nazionale Semenic: Galleria foto                    Parco Nazionale Cheile Nerei-Beușnița: Galleria foto

La nostra associazione, in collaborazione con agenzie turistiche e tour operator, propone un'esperienza di turismo naturalistico, con accompagnamento di esperti, allo scopo di contribuire:
i) a valorizzare la zona in cui opera;
ii) al conseguente sviluppo economico equilibrato, favorendo la ricettività e tutte le strutture connesse (nel rispetto dei principi etici dello statuto), creando un piccolo circuito di Turismo Solidale;
iii) far conoscere la Romania, contrastando gli sciocchi stereotipi che ne deteriorano l'immagine, mostrando un paese che è straordinariamente accogliente e simpatico (spesso anche divertente), legato a tradizioni e modi di vivere ormai scomparsi in Europa. 
Con ciò si mira a far conoscere anche le attività dell'associazione soprattutto verso i giovani, facendogli conoscere, pur nel contesto di una piacevole vacanza, l'esistenza di realtà molto diverse da quella in cui probabilmente vivono e per eventualmente stimolare un senso di altruismo e di responsabilità sociale. E' possibile partecipare, direttamente o indirettamente, allo sviluppo dei progetti dell'Associazione.

La zona offre altresì attrattive singolari, quali:
1) La bellissima antica ferrovia Anina-Oravita, la più vecchia della Romania, costruita da metà del 1800 per il trasporto di carbone estratto nella miniera di Anina (la seconda d'Europa con i suoi 1.200 metri di profondità); 30 chilometri con spettacolari viadotti in pietra e 14 tunnel scavati nella roccia, un vero capolavoro di ingegneria; l'attuale locomotiva percorre lentamente i 33 chilometri permettendo di godere il pittoresco paesaggio; i vagoni sono con sedili lignei e la stufa a legna (!);
2) il delizioso antico teatro di Oravita (primo della Romania), copia fedele, "in miniatura", del teatro di Vienna;
3) la più vecchia farmacia montanara della Romania, fondata nel 1763, con arredamento originario;
4) gole, grotte e cascate (tra cui la cascata Bigar, definita la ottava più bella del mondo, e recensita da La Stampa);
5) laghi di acqua limpidissima (tra cui lo spettacolare Lacul dracului - il Lago del diavolo - incastonato nelle rocce);
6) la grotta della valle del Minis, ove sono state rinvenute le ossa dell'uomo moderno più vecchio d'Europa (40.000 anni);
7) possibilità di sport quali: trekking, mountain bike, rafting, scalate, speleologia, ecc...
8) antiche tradizioni, ormai uniche in Europa e scene bucoliche identiche a quelle che avremmo potuto vedere mille anni fa (il carro che porta i lavoratori a fare i covoni nei campi, il gregge che attraversa la strada con il pastore vestito di pelli, i cavalli e le mucche libere nei campi e nei boschi (scene impossibili in pianura padana, dove esistono solo stalle).  La gentilezza della gente è notevole: non manca mai un gesto di saluto o di cortesia. Lo stesso semplice clima sociale che avevamo 50 anni fa in Italia. L’autostop viene normalmente praticato, da uomini e donne (indicatore della mancanza totale di pericolo).

La proposta turistica è rivolta a curiosi, estimatori delle tradizioni, appassionati della natura, esploratori, sportivi, amanti del trekking (o di semplici camminate) e della mountain bike.
Persone che siano sensibili ai temi sociali di cui si occupa l'Associazione Il Giocattolo (www.ilgiocattolo.org) e che apprezzano un accomodamento che - seppur dotato di tutti i confort - sia avulso dagli esagerati agi del turismo tradizionale.

Ogni stagione è adatta è non c'è mai troppo caldo. 

Le seguenti escursioni sono tutte componibili in base al gradimento, al tempo e al livello di impegno. E’ possibile fare anche un semplice week-end. I voli aerei più comodi sono da Bologna, Milano-Bergamo (Orio e Malpensa), Treviso e Roma.

  1. Esempio di Programma con Volo aereo da Bologna – Agenda

    1° Giorno
    16,05 partenza da Bologna (compagnia aerea Wizz air) arrivo a Timisoara ore 18,40 (ora rumena).
    19,00 Registrazione e partenza per Anina in pulmino 8 posti (previste piccole soste).
    21,30 Sistemazione in albergo ad Anina (varie scelte).

    2° Giorno
    Mattina: Percorso a piedi o mountain bike da Lacu Buhui più grotta
    Durata:  3-4 ore (a scelta).
    Pranzo al sacco.
    Pomeriggio: zona Crivina per orme dinosauro, fossili e panorama.
    Durata: 2 ore.
    Cena: Anina, ristorante.

    3° Giorno
    Mattina: Percorso a piedi o mountain bike zona Marghitas
    Durata:  3-4 ore (a scelta).
    Pranzo al sacco.
    Pomeriggio: Percorso a piedi zona o mountain bike zona Marghitas
    Durata: 2 ore.
    Cena: Anina, ristorante.

    4° Giorno
    Mattina: Oravita per visita teatro, farmacia antica, treno suggestivo Anina-Oravita.
    Pranzo in treno.
    Pomeriggio: Bradet (colonia di Anina, immersa nella natura), sede delle attività dell’associazione.
    Durata: 3 ore.
    Cena: Anina, ristorante.

    5° Giorno
    9,00 Partenza per Timisoara, con sosta a Resita per Museo delle locomotive a vapore.
    12,30 Pranzo a Timisoara
    15,00 Partenza per Bologna, arrivo alle 15,35 (ora italiana)

     

  1. Ospitalità e ricettività ad Anina

    Anina è una cittadina montana (600 mt/slm) di circa 7.000 abitanti che un tempo viveva interamente sulla miniera di carbone avviata a fine 1700. La struttura urbanistica, con le casette dei minatori e i vecchi impianti abbandonati dal 2006, crea un panorama singolare e di altri tempi.

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    La chiusura della miniera ha determinato una situazione di profonda crisi, causando espatri temporanei e definitivi ma ha anche stimolato l’avvio di piccole attività imprenditoriali, essenzialmente basate sulla vera ricchezza della zona: una natura meravigliosa e una storia che merita di essere valorizzata. Anina può essere un esempio di riconversione economica equilibrata. Molti giovani sono impegnati nella ricerca di iniziative, al motto di “rimani ad Anina”.
    Ecco che sono nati piccoli alberghi (ovviamente tutte camere con bagni), alloggi in appartamentini, ristoranti e pizzerie. Tutti ambienti con impronta caratteristica per un turista dal gusto rustico e genuino. L’ospitalità della gente è totale e, come in tutta la Romania, si respira un clima di massima tranquillità sociale.

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  1. Costi (sorpresa!)

    La nostra associazione non esercita attività lucrativa pertanto non chiediamo alcun compenso. Vi mettiamo in contatto con un giovane tour operator, specializzato in Turismo Responsabile e Turismo Solidale, in modo che abbiate tutte le tutele (anche assicurative) e garanzie. Essendo nostri amici, abbiamo la certezza di prezzi super convenienti (normalmente non superano i 40€ al giorno, ovviamente anche in base al numero dei partecipanti al gruppo). Noi collaboriamo a gestire tutte le fasi in loco e, come detto, lo facciamo senza alcun interesse economico ma per gli scopi già indicati più sopra.

    Accompagniamo volentieri persone a conoscere realtà diverse, tra cui ci sarà una mezza giornata (normalmente molto gradita) con la nostra piccola associazione e i bambini di cui ci occupiamo.

    Note: 

    • è possibile usufruire della nostra convenzione per i parcheggi auto agli aeroporti di Bologna e Bergamo;
    • volo aereo (per il quale si fornisce tutta l’assistenza necessaria), normalmente sono tariffe modeste ma dipende dal periodo e dalle tempistiche di prenotazione; è possibile il trasporto di mountain bike; 
    • possibile noleggi di attrezzatura (es. mountain bike);
  1. Informazioni e prenotazioni

    Per avere informazioni, preventivi e prenotazioni è sufficiente un’email all’indirizzo di posta info@ilgiocattolo.org o telefonare ai seguenti numeri:

    +39 0521 63 75 21 Gianluca Farina 
    +39 333 36 54 504 Gianluca Farina

    Caratteristica del servizio è la massima flessibilità in base agli interessi/gusti/obiettivi degli utenti.
    Ovviamente prima del viaggio vengono fornite dettagliate istruzioni scritte, per documenti d’identità, modalità, note utili, info generali, luoghi di incontro, ecc…
    Si ribadisce che questa non è una proposta commerciale ma un invito al Turismo Solidale nella zona dove noi svolgiamo attività umanitaria. L’attività turistica viene svolta dalle agenzie turistiche e tour operator regolarmente abilitati (e che si avvalgono della nostra presenza in zona), con cui noi mettiamo in contatto gli interessati.

  1. Cenni Storici delle zone proposte

    CENNI STORICI (ED ECONOMICI) DELLA ROMANIA

    Attorno al 200 a.C. il territorio dell’attuale Romania era abitato dai Daci. Traiano, nonostante la strenua resistenza di Decebalo, che si dimostrò un notevole stratega, e il valore del popolo daco, riuscì ad occupare la massima parte della regione. Nel 106, a seguito della sconfitta e della morte di Decebalo, i Daci vennero assorbiti nell’Impero, divenendo, circa un secolo più tardi, cittadini romani a tutti gli effetti a seguito della Constitutio antoniniana promulgata nel 212 da Caracalla.

    Seguirono delle vaste ondate di invasioni: nuovi popoli di cultura iranica, germanica, slava, turco-tartara, ugrica e pacifiche immigrazioni. Giunsero in varie ondate a partire dal III secolo d.C. ma furono soprattutto gli Slavi, giunti nel VII secolo e gli Ungheresi, giunti entro il IX secolo ad avere una certa influenza sulla storia della Romania fino al momento della conquista ottomana. I Genovesi crearono colonie commerciali sulle coste a partire dal Duecento.

    Soltanto nel XIV secolo nacquero i principati più grandi di Moldavia e Valacchia per combattere una nuova minaccia nella forma dei Turchi ottomani, che conquistarono Costantinopoli nel 1453. Nel 1541, l’intera penisola balcanica e gran parte dell’Ungheria erano province turche. Tuttavia la Moldavia, Valacchia e Transilvania restarono paesi tributari, vassalli dell’impero ottomano, godendo di una larga autonomia interna e di una certa indipendenza esterna. La conquista ungherese della Transilvania durò circa due secoli. Nell’XI secolo la Transilvania diventò una parte autonoma del regno ungherese e cominciò ad essere colonizzata dagli ungheresi.

    Dopo quasi due secoli di dominazione ottomana e cioè agli inizi del XVIII secolo Ungheria e Transilvania divennero parte dell’Impero austriaco. Gli austriaci, a loro volta, espansero rapidamente l’impero: nel 1718 un’importante parte della Valacchia, chiamata Oltenia, fu incorporata nell’impero austriaco e ritornò alla Turchia. Come in gran parte dei Paesi europei, il 1848 portò alla rivoluzione la Moldavia, la Valacchia e la Transilvania. Tassati pesantemente e mal amministrati sotto l’impero ottomano, nel 1859, sotto incitamento e suggerimento di Napoleone III imperatore dei Francesi, il popolo di Moldavia e Valacchia elesse la stessa persona – Alexandru Ioan Cuza – come principe. Così nacque la Romania.

    Dal 1914 al 1927 la Romania venne governata dal re Ferdinando I. Sovrano colto ed intelligente, conscio della necessità di modernizzare il regno, promosse nel 1923 una nuova costituzione liberale e una riforma agraria a favore dei piccoli contadini, concesse la cittadinanza agli Ebrei rumeni e cercò di sviluppare le imprese industriali. Tuttavia improvvisamente, a soli 62 anni, Ferdinando scomparve lasciando dietro di sé un’opera ancora da terminare che sarebbe stata annullata negli anni successivi.  In effetti, la maggior parte dei successivi governi Rumeni del periodo fra le due guerre mondiali mantennero più la forma che la sostanza di una monarchia liberale e costituzionale.

    La Romania entrò nella seconda guerra mondiale a fianco delle Potenze dell’Asse nel giugno 1941, invadendo l’Unione Sovietica e recuperando temporaneamente la Bassarabia e la Bucovina. Anzi, l’esercito rumeno imprudentemente continuò l’avanzata sino al Caucaso. In seguito, tuttavia, le sorti della guerra si rovesciarono. Il disastro di Stalingrado, la resa dell’Italia e l’irresistibile avanzata dell’armata rossa dissolsero la popolarità di Ion Antonescu (dittatore dal 1940) e la Romania cercò di uscire dal conflitto prendendo contatti con gli Alleati. La risposta raggelante fu di trattare la resa con il governo di Mosca. Era noto però che i sovietici detestavano il dittatore rumeno.

    Nell’agosto 1944, un colpo di Stato condotto da re Michele, con il supporto degli oppositori politici e dell’esercito depose Antonescu e mise l’esercito della Romania a fianco dell’armata rossa nell’avanzata verso la Germania. La Romania ebbe pesanti perdite nella lotta contro i tedeschi in Transilvania, Ungheria e Cecoslovacchia.

    Alla fine della Seconda guerra mondiale, la Transilvania settentrionale fu riunita alla Romania, ma Bassarabia Bucovina settentrionale e il Territorio di Herța furono assegnate definitivamente all’Unione Sovietica e una parte della Dobrogia (il cosiddetto Quadrilatero) alla Bulgaria. Dopo la firma del Trattato di pace l’URSS si impadronì dell’Isola dei Serpenti, l’unica isola in mare aperto della Romania, che venne adibita a base militare e spostò verso ovest anche il confine sul delta del Danubio. Il governo di Bucarest, con il paese ancora occupato dall’armata rossa, fu costretto ad accettare queste ulteriori mutilazioni territoriali.

    L’occupazione sovietica che seguì la Seconda guerra mondiale, sfociò nella costituzione di una Repubblica Popolare comunista nel 1947 e nell’abdicazione del re Michele, che venne mandato in esilio.

    A partire dagli anni sessanta, il governo comunista rumeno cominciò a manifestare una certa indipendenza dall’Unione Sovietica, al fine di guadagnare consensi sia in patria che all’estero. Gheorghe Dej fu capo dello stato dal 1961 al 1965 (dittatore di stampo stalinista ma ostile ai rapporti con la Russia). Nicolae Ceaușescu divenne capo del partito comunista nel 1965 (viene costituita la Repubblica Socialista di Romania) e capo di Stato nel 1967. La denuncia di Ceaușescu dell’invasione sovietica nel 1968 della Cecoslovacchia e un breve rilassamento della politica interna di repressione lo aiutò ad ottenere una buona immagine sia in patria sia in Occidente. I capi di Stato occidentali, sedotti dalla politica estera “indipendente” di Ceaușescu erano riluttanti ad accanirsi contro un regime, che alla fine degli anni 1970, era diventato sempre più duro, arbitrario e capriccioso. Il governo del presidente Nicolae Ceaușescu divenne sempre più draconiano e impopolare negli anni ottanta.

    Caduto da tempo il regime comunista nella vicina Ungheria e nel resto dei paesi dell’Est, a metà dicembre del 1989 nella città di Timișoara dove era presente anche una minoranza ungherese scoppiò una protesta popolare per fermare la rimozione forzata da parte delle autorità comuniste del pastore calvinista László Tőkés. La protesta crebbe a tal punto da diventare una vera e propria sollevazione di tutto il popolo della Romania, che fu appoggiata poi da una parte del regime per eliminare Ceaușescu, divenuto ormai una personalità troppo ingombrante nell’Europa post-guerra fredda.

    Ion Iliescu prese il suo posto il 22 dicembre 1989. Ceaușescu fu immediatamente arrestato, e dopo un processo sommario giustiziato il 25 dicembre. Circa 1.550 persone furono uccise in confusi combattimenti sulle strade. Una improvvisata coalizione politica, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) si installò e proclamò la restaurazione della libertà e democrazia.

    Nel 2004 la Romania entra a far parte della NATO, e nel 2007 entra nell’UE.
    Oggigiorno gran parte dell’economia romena è sostenuta dai soldi che i romeni emigrati in altri stati inviano alle loro famiglie. All’occhio subito risalta la differenza che si trova tra le grandi città e le zone rurali. Basti pensare che il PIL pro capite della Capitale e di alcune importanti città è di circa il doppio rispetto alla media del paese, questo si ripercuote con intensità nelle condizioni di vita, nei servizi, nelle abitudini, nelle architetture e nei paesaggi.

    La ricchezza è molto mal distribuita. Gli analisti assicurano che quello rumeno è sicuramente il capitalismo più selvaggio in tutta l’UE, in cui (e questo può essere visto nelle enormi disuguaglianze evidenti nelle strade) i capitalisti si prendono la stragrande maggioranza della ricchezza prodotta nel paese, in percentuale crescente, soprattutto grazie ai magri salari pagati ai lavoratori per produrla.

    I giapponesi del Centro Nomura affermano, allo stesso modo, che la Romania è il paese europeo con la popolazione a maggiore rischio di soglia della povertà.

     

    CENNI STORICI (ED ECONOMICI) DI BRADET

    A due ore di viaggio da Timisoara, si trova Brădet, una colonia posta su un altipiano montano a 650 mslm, di circa 400 persone, amministrata dal comune di Anina (8.000 abitanti).

    La Colonia ha una storia singolare (unica in Europa), derivando dall’intento di costruire, agli inizi degli anni ’50, una caserma/aeroporto russo (vista la vicinanza con la Jugoslavia di Tito) e successiva trasformazione in caserma rumena. Nel tempo, gli edifici sono stati utilizzati dalle famiglie dei minatori della sottostante miniera di carbone (la più profonda d’Europa con i suoi 1.200 metri). È ancora facilmente osservabile la struttura di villaggio/caserma, ove ora vivono circa 90 famiglie.   
    Fino al 2006 la cittadina dipendeva economicamente dalla miniera di carbone, che successivamente venne chiusa a causa di un incidente mortale, da quel momento gli abitanti di Anina si dedicano principalmente ad attività di silvicoltura.

    A Bradet infatti non esiste una vera e propria economia; quello che può definirsi commercio locale è unicamente costituito da alcune falegnamerie per la produzione di legname da ardere e da un piccolo spaccio. Molte persone, specialmente i più giovani, emigrano per trovare lavoro soprattutto in Italia e in Spagna, visti anche i salari rumeni che spesso non riescono a sostenere le spese familiari. Basti pensare che uno stipendio medio di un manovale corrisponde a 1000 lei, che sono all’incirca 200 euro, ricordiamo che in Romania per acquistare prodotti occidentali i prezzi sono pressoché come i nostri, se si acquistano beni o prodotti locali i costi si riducono ma il potere d’acquisto resta comunque basso. Per questo motivo molte famiglie si impegnano a ridurre al minimo i beni di prima necessità, ricorre all’emigrazione o allo spostamento in altre regioni, ma soprattutto utilizza risorse interne come ad esempio gli orti, e si affida molto al fai da te. Questa decrescita ha in sé una ricchezza: sicuramente in queste zone troviamo molto meno inquinamento e molto meno spreco rispetto alle nazioni occidentali.

    Qui è dove si è incentrato il Progetto Bradet dell’Associazione Il Giocattolo

     

    CENNI STORICI (ED ECONOMICI) DI ANINA

    E’ una cittadina montana di circa 8.000 abitanti che fino al 2006 dipendeva quasi esclusivamente dalla miniera di carbone. Con la chiusura della miniera, a causa di un incidente mortale, tale attività (e tutto l’indotto) è cessata e la popolazione si arrangia prevalentemente con attività legate alla silvicoltura e ora al turismo. 
    Valgono le stesse indicazioni riferite alla popolazione di Brădet ovviamente tenendo conto della maggior evoluzione, tipica di una cittadina. 
    Molte persone lavorano all’estero e con le rimesse di denaro alcuni hanno elevato il livello. 
    Il Comune può comunque essere definito uno dei più poveri della Romania.

  1. Notizie pratiche e documenti necessari

    Volo aereo –  Molta attenzione alle regole dei bagagli (possibili controlli rigidi), pena sanzione di 50/60€: è ammesso un solo bagaglio a mano (quindi niente borsette, ecc…; tutto nel trolley). Attenersi alle consuete regole per i liquidi in aero.

    Cosa portare – Scegliete dei bagagli facili da trasportare: una valigia da imbarcare o uno zainetto capiente come bagaglio a mano saranno sufficienti per un tour di 4 giorni. Consigliamo scarpe comode, ciabatte da doccia, k-way, felpa in pile per la sera, pantaloni lunghi, camice a maniche lunghe per la primavera e vestiario più leggero per le date estive. Macchina fotografica/videocamera con batterie e SDHC card di ricambio, fotocopia passaporto, un marsupio portadocumenti, gli occhiali da sole e la protezione solare.

    Documenti d’identità personale – Sufficiente la carta di identità (verificare che non ci siano gravi abrasioni o rotture). 
    Da sito Polizia: <non rechino sul retro la dicitura NON VALIDA PER L’ESPATRIO. Ricordiamo anche che nelle frontiere estere vengono quasi sempre sollevate eccezioni sulla regolarità delle carte di identità rinnovate solo con il timbro. Consigliamo pertanto di munirsi di altro documento (es. passaporto) per evitare spiacevoli rifiuti.
    Dai 14 anni si può viaggiare senza accompagnatori sia in ambito UE che fuori UE.>>

    Si suggerisce di portare Tessera sanitaria e Patente di guida, per eventuali utilità.

    Clima – Generalmente come il nostro, tenendo conto che Anina è situata a 600m. slm 

    Informazioni generali
    La Romania ha un’ora in più, rispetto all’Italia. 
    La moneta è il Leu/Ron (1€=4,5 Leu/Ron). 
    La popolazione è di poco più di 20 milioni ma molti sono all’estero (almeno in modo saltuario). Ha una superficie di 238.391 km² (l’Italia è di 301.338 km²). Forma di governo: repubblica semipresidenziale; capitale Bucarest.
    Dal 2004 la Romania fa parte dei Paesi della NATO e, dal 2007 dell’Unione europea. 

    Elettricità – Tensione: V e Frequenza Hz, si utilizzano prese tedesche (modello Schuko).

    Telefoni e internet – Per chiamare in Romania digitare il prefisso telefonico 0040 (+40) prima del numero desiderato.
    La rete cellulare è coperta dai gestori VODAFONE-ORANGE-DIGIMOBIL-TELEKOM. 
    Tranne in alcune zone i cellulari funzionano.. La Romania adotta le regole UE sul roaming non oneroso in vigore da luglio 2017.  
    La rete wi-fi non è diffusa nel territorio di Anina e Oravita ma tutti i locali pubblici l’hanno.

    Salute – L’assicurazione italiana è sufficiente per viaggiare in Romania. Il pronto soccorso è gratuito mentre le visite mediche sono a pagamento, così come i ricoveri ospedalieri. Normalmente per recarsi in Romania non è richiesta alcuna vaccinazione.

    Sicurezza – La situazione relativa alla sicurezza è buona su tutto il territorio, anche nelle aree urbane. Come al solito è bene non fotografare o riprendere in prossimità di uffici governativi, installazioni militari, porti, aeroporti. Rispettare le abitudini locali e le osservanze religiose. 

    Mance e doni – È buona norma lasciare una piccola mancia per il servizio locale (guide, autisti, aiutanti, ecc…). È suggerita ma non è obbligatoria, è una pratica diffusa e che costituisce in questi contesti una possibilità per chi la riceve di arrotondare il proprio guadagno, giustificata da un servizio reso. Discorso diverso l’elargizione di denaro senza motivo, che raccomandiamo caldamente di evitare. Anche se si è animati dalle migliori intenzioni, questo gesto alimenta il circolo vizioso del chiedere soldi al turista a titolo di elemosina se non addirittura favorisce vere e proprie forme di accattonaggio. Se poi, per motivi contingenti, si crea un’interazione con una comunità e il gruppo di viaggiatori desiderasse fare un dono si può pensare a qualcosa di semplice e utile alla collettività oppure comperare del cibo. Il mediatore culturale saprà consigliarvi.

    Lingue – La popolazione è di poco più di 20 milioni ma molti sono all’estero (almeno in modo saltuario). La lingua ufficiale è il rumeno con minoranze di madrelingua ungherese, ucraina e tedesca. Nelle città sono diffuse l’inglese, il francese, l’italiano e il tedesco.

    Religione – Praticate le religioni Ortodossa, cattolica, ebraica e, minimamente, musulmana. Vi sono presenze di protestanti (Battisti e Pentecostali).

    La cucina – La cucina rumena è molto variegata, alcuni piatti tipici della tradizione rumena sono i mici, polpette di carne alla griglia con aglio e pepe nero. La ciorba, zuppa di verdure e carne, il sarmale involtini di verza o cavoli farciti con riso, verdure e carne di maiale, la tochitura, carne di maiale con formaggio di pecora e uova.

    La Romania è un paese molto ospitale.

Posizione geografica